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Acqua ed Energia

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Tanzania - Acquedotto di Iringa 

Si tratta di un progetto congiunto che Mlfm promuove insieme alla Fondazione AVSI e che si propone di contribuire al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione rurale tanzaniana, attraverso lo sviluppo di alcuni settori strategici per la lotta alla povertà e con una particolare attenzione al coinvolgimento delle donne fin dallo stadio di progettazione, esecuzione e valutazione del progetto. 

In particolare l’intervento si pone come obiettivo quello di migliorare l’accesso e la gestione delle risorse idriche della popolazione dei 24 villaggi del Distretto di Iringa rural, sezione amministrativa appartenente alla regione omonima, localizzata nell’altopiano centrale della Tanzania. 

Il progetto vuole affrontare e risolvere tre dei principali problemi della zona rurale: mancanza di accesso all’acqua potabile per tutta la popolazione, mancanza di una corretta gestione delle opere dell’acquedotto e delle risorse idriche, carenza di salute pubblica per la mancata possibilità di consumare acqua potabile. 

Questi problemi verranno ovviati attraverso l’implementazione delle seguenti azioni integrate:
- la costruzione e riabilitazione delle infrastrutture idrauliche che serviranno i 24 villaggi del distretto (Acquedotto centrale del Distretto di Iringa rural formato da 21 villaggi e estensione verso tre villaggi); 
- la messa in funzione di un sistema di gestione che con quote eque, nell’interesse del privato cittadino, riesca a garantire un servizio efficiente (Organo Direttivo per la gestione tecnica e amministrativa dell’acquedotto attivato e rafforzato e 24 Comitati di Villaggio attivati e stabiliti);
- la sensibilizzazione, la formazione e l’educazione della popolazione utente all’igiene, alla salute pubblica e alla protezione dell’ambiente.

Alla fine del triennio di lavori, il distretto rurale potrà contare su 273 fontane pubbliche con una rete di 150 km di lunghezza, 180 allacciamenti tra cui l’Ospedale del Distretto, due parrocchie e numerose scuole elementari.

I risultati del progetto sono i seguenti: 1. Acquedotto del Distretto di Iringa rural completo di nuove opere di presa sorgenti e di una nuova stazione di trattamento delle acque riabilitato; 2. Acquedotto esteso verso i tre villaggi di Igingilanyi, Ikengeza e Chamdindi; 3. Un efficiente Organo Direttivo per la gestione tecnica e amministrativa dell’acquedotto attivato e rafforzato; 4. 24 efficienti Comitati di Villaggio attivati e stabiliti; 5. Intera popolazione coinvolta dall’acquedotto sensibilizzata sull’utilizzo dell’acqua e sui temi della salute pubblica (50.000 persone); 6. Analisi integrata e corsi formazione condotti e stabiliti del Centro di GeoTecnologie dell’Università di Siena.

Località:
Distretto di Iringa, Tanzania
Beneficiari:
45.000 abitanti
Durata:
3 anni (2011 – 2014)
Personale impiegato:
Espatriati:
- 1 responsabile per la parte di adduzione idraulica e capo progetto
- 1 operatore esperto nel settore socio-educativo.
Locali:
- 85 persone coinvolte (manovali, operai specializzati, magazzinieri, autisti, animatori, assistenti sociali, ecc.).
Controparte Locale:
Distretto di Iringa (24 Amministrazioni di villaggi) e regione di Iringa
Donatori:
MAE (Ministero Affari Esteri italiano), fondi Mlfm e Avsi
Obiettivi specifici
- miglioramento delle condizioni sanitarie della popolazione delle zone di intervento, soprattutto per i più poveri; 
- accesso facilitato alla risorsa acqua, con il rafforzamento delle capacità di gestione della popolazione utente (Capacity Building); 
- educazione della popolazione a conservare le strutture acquisite durante il progetto che permettono di uscire da certe condizioni sanitarie deplorevoli causate dalla mancanza di acqua; 
- protezione e conservazione delle risorse naturali del Distretto e della Regione, soprattutto quelle interessate dall’acquedotto e in particolare la zona delle sorgenti che potrebbero essere distrutte dal lavoro dell’uomo o dell’inquinamento della mappa freatica;
- diminuzione dell’incidenza negativa causata dalla qualità dell’acqua sulla situazione economica delle famiglie. L’accesso all’acqua permetterà di rompere il circolo vizioso della povertà nella quale le malattie ricorrenti fanno ricadere le famiglie; 
- miglioramento delle capacità delle donne a vincere la povertà. Migliorare l’accesso all’acqua significa per le donne un forte alleggerimento del carico domestico che devono subire in termini di tempo (consacrato all’approvvigionamento dell’acqua), pressione fisica (fatica per il pesante carico da trasportare per lunghe distanze) e pressione psicologica (rischi di subire violenze per recarsi al punto di raccolta dell’acqua, generalmente situato in zone isolate). Tutto questo lascerà del tempo libero che le donne potranno dedicare ad altre occupazioni produttive che contribuiranno al benessere della famiglia.

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