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PROGETTO | CONGO

Centro d’accoglienza per bambine abbandonate "Foyer Ek’Abana"
Città di Bukavu, Repubblica Democratica del Congo

Scheda progetto

Località:
Bukavu (Sud-Kivu)
Beneficiari:
bambine con età compresa tra i 6 e i 17 anni, 50 ammesse all’interno del centro e le restanti esterne
Durata:
illimitata
Personale impiegato:
- 1 coordinatrice italiana (Suor Natalina Isella)
- 15 persone tra assistenti sociali permanenti, animatori, animatori
Controparte Locale:
Diocesi di Bukavu
Obiettivi specifici:
- assicurare alle bambine un contesto comunitario, ma familiare, fondato sulla comprensione, sulla fiducia in loro stesse, sull’affetto;
- aiutarle a vivere con responsabilità e libertà per sentirsi protagoniste del loro futuro;
- aiutarle a riscoprire le loro qualità e le proprie capacità;
- supportarle nello studio e avviare per le più grandi di loro percorsi formativi lavorativi affinché una volta fuori dal centro possano trovare un’occupazione;
- avviare un percorso di mediazione familiare affinché le piccole possano essere nuovamente accolte a casa, dove possibile, con maggiore consapevolezza da parte della famiglia d’origine.

Corrispondenza da Natalina, responsabile del Centro:
Lettera Natale 2012  -  Lettera Pasqua 2013

Clicca qui per i dettagli sul progetto “Foyer di alfabetizzazione Ek'Abana” gestito da Suor Natalina.

La casa d'accoglienza per bambine abbandonate e accusate di stregoneria è un progetto, nato nel 2001 per volontà di Suor Natalina Isella. L’accusa di stregoneria è purtroppo ancora oggi motivo di abbandono di minori, principalmente bambine perché “meno utili” dei maschi in termini di lavoro e quindi sussistenza familiare. L’accusa trova ragione in alcune credenze popolari ma diviene reale solo quando la povertà crea situazioni di forte disagio in famiglia.

Il Centro si è evoluto negli anni per far fronte alla necessità di accogliere sempre più minori abbandonati; l’accusa di stregoneria non è l’unica causa di abbandono dal momento che il Foyer accoglie e segue bambini con ritardo mentale o i cui familiari non sono in grado di permetter loro di crescere.

Pensato per ospitare nove bambine, ha nel tempo accolto oltre duecento minori, tanto da doversi dotare di un corpo centrale storico, di nuovi posti letto, di una sala polivalente per le attività terapeutiche, ludiche e aggregative, di una biblioteca aperta anche alla comunità locale e non solo alle piccole del centro.

Il SAD nasce per far fronte alle necessità quotidiane delle piccole: cibo, scuola, abbigliamento, assistenza medica, supporto psicologico, gioco, ecc. Il centro doveva affrontare costi di gestione piuttosto elevati, tra cui il pagamento del personale locale specializzato: si è pensato quindi ad un modo per garantire alle bambine e alla struttura un supporto continuo.

La testimonianza di Elena
Mi chiamo Elena e nel 2005, insieme al mio amico Simone e di ritorno dalla Giornata Mondiale della Gioventù a Colonia, che avevamo appena condiviso, abbiamo deciso di iniziare l’esperienza dell’adozione a distanza. I perché dietro a questa scelta erano tanti: da una parte ci piaceva l’idea di continuare a condividere qualcosa dopo le belle e significative giornate trascorse a Colonia; dall’altra volevamo mettere in pratica, nel concreto, i valori in cui entrambi crediamo. Il sostegno a distanza ci è sembrato allora un’ottima cosa: potevamo aiutare dei bambini e dei ragazzi a migliorare la loro vita, le loro relazioni e la loro istruzione. La realtà di Ek’Abana ci ha subito colpiti per la situazione di emarginazione in cui vivono le sue piccole ospiti; la tenacia di Natalina e degli altri operatori del foyer ci hanno mostrato quanto impegno sia necessario mettere nel lavoro che fai e in ciò che credi … e quindi, ormai da quasi otto anni, siamo felici di essere sostenitori del Movimento e di Ek’Abana!

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