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Amazi Meza - Acqua Buona
Ottobre 2022
Amazi Meza - Acqua Buona

I numeri di Amazi Meza

  • 8.000 beneficiari diretti
  • 30.500 beneficiari indiretti
  • 2 acquedotti (1 gravitario e 1 a pompaggio solare)
  • 42 fontane
  • 12 Villaggi
  • 1 Centro di Salute
  • 2 cooperative (1 per la produzione di assorbenti riutilizzabili e 1 per la gestione di rifiuti organici)

 

Impatto

  • Diminuzione delle malattie legate all'acqua contaminata e della malnutrizione
  • Aumento del tasso di scolarizzazione primaria
  • Miglioramento delle condizioni igieniche della comunità e nelle scuole
  • Avvio di attività imprenditoriali e accesso al microcredito
  • Miglioramento dell'igiene ambientale

 

Nel Settore di Kageyo in Ruanda, donne e bambini sono costretti tutti i giorni a camminare in media 3 ore per recuperare acqua proveniente da fonti non sicure. Nelle scuole e nelle abitazioni le latrine sono obsolete e maltenute, senza alcun sistema di smaltimento degli escrementi, e le persone non hanno alcuna conoscenza sulle pratiche igieniche e sui loro benefici per la salute. Per tutti questi fattori la popolazione di Kageyo, e in particolare i bambini sono in forte pericolo: sono sottoposti continuamente al rischio di malattie molto gravi, come la malaria, e sono impossibilitati a frequentare la scuola per assicurarsi un’educazione e un futuro.

Perché scendiamo in campo?

Il settore di Kageyo è considerato prioritario:

  • Solo il 16% della popolazione dispone di acqua pulita. 11 dei 12 villaggi di quest’area non hanno fonti idriche protette e la popolazione raccoglie l’acqua da sorgenti non sicure e non facilmente raggiungibili da tutti i villaggi, esponendosi al rischio di malattie.
  • Il 9% delle famiglie non dispone di alcun servizio igienico ad uso familiare. Le restanti famiglie utilizzano invece latrine rudimentali che non garantiscono condizioni igieniche adeguate creando un ambiente insalubre vicino alle abitazioni.
  •  5 delle 6 scuole dell’area hanno servizi igienici in pessime condizioni, senza separazione maschi/femmine né inclusività per le persone con disabilità.
  • La popolazione non conosce le buone pratiche di igiene, in particolare le donne non hanno a disposizione conoscenze e strutture per gestire correttamente il periodo mestruale. Esiste inoltre un forte stigma sociale, per cui le ragazze in periodo mestruale non possono mostrarsi in società e quindi son costrette a restare a casa da scuola o dal lavoro.

 

Cosa faremo in 3 anni?

  • Costruiremo 2 sistemi idrici con 42 fontane che porteranno Acqua Pulita e Sicura a 12 villaggi ad una distanza massima di 250m da ogni abitazione, a un gruppo di scuole, a un centro di salute e a un Health Post.
  • Miglioreremo le strutture igienico sanitarie nelle scuole e nelle abitazioni. Costruiremo latrine, lavamani, cisterne e Girls’ Rooms e formeremo la popolazione per la costruzione autonoma di latrine domestiche più igieniche, sicure e sostenibili.
  • Sensibilizzeremo nelle scuole e nella comunità sull’igiene, con un focus importante sull’igiene mestruale femminile, causa di stigma e esclusione socio-educativa per le adolescenti e le donne in età mestruale.
  • Costituiremo una cooperativa femminile per la produzione di assorbenti mestruali riciclabili e una cooperativa per la gestione dei rifiuti organici delle latrine pubbliche e private.

 

 

Il progetto è finanizato da AICS (Agenzia Italiana Cooperazione e Sviluppo). Partner: CFO