Settembre 2018
Non sulla pelle dei bambini! Cosa succede nelle scuole di Lodi?

Lottiamo da più di 50 anni perché a ogni persona vengano riconosciuti i suoi diritti fondamentali.

Il diritto di coltivare la propria terra e di ricavarne cibo a sufficienza per non morire di fame; il diritto a bere acqua pulita, per non morire di sete; il diritto alla pace, per non morire per mano di un altro uomo; il diritto alla salute, per non morire di dissenteria o di parto.

E il diritto all’istruzione, per non morire di ignoranza e superstizione, per avere gli strumenti per sognare e costruire il proprio futuro.

Lottiamo per affermare questi diritti in tanti paesi africani e per tutelarli e promuoverli in Italia. Lottiamo per affermarli come diritti fondamentali. E fondamentali significa una cosa sola: essenziali per vivere liberi. Basilari, come le fondamenta di un edificio, per costruire gli altri piani senza che tutto ci crolli addosso.    

Oggi uno di questi diritti, il diritto all’istruzione, viene messo in discussione proprio qui, a Lodi, nella nostra comunità.

Ogni anno incontriamo più di 4.000 studenti delle nostre scuole, in tutta la provincia lodigiana, per promuovere i valori dell’inclusione, della tolleranza e del rispetto reciproco. Ci chiediamo, adesso, che senso abbia questo lavoro se i bambini non possono vivere proprio a scuola i primi momenti di confronto, scontro e relazione:chiacchierare a tavola e scoprire, alla fine del pasto, che un amico ringrazia il suo dio dicendo hamdoulilla; giocare prima di tornare sui banchi e stabilire insieme le regole del gioco.

I nostri figli sono, prima di tutto, figli della società che li vedrà diventare adulti responsabili e futuri cittadini. Non possiamo far sì che siano già ora vittime di discriminazione.     

Se “applicare la legge” significa privare alcuni bambini di un diritto fondamentale, allora non bisogna applicarla. Bisogna cambiarla!

Esprimiamo piena solidarietà a tutte le famiglie italiane e straniere, agli insegnanti, ai dirigenti e a tutto il personale scolastico. Avremmo sperato in una diversa e più felice inaugurazione del nuovo anno scolastico.   

NON SULLA PELLE DEI BAMBINI!