Luglio 2018
Sì, siamo una ONG. E sì, aiutiamo persone. Lettera dal Presidente

“Gli uomini si rendono conto di essere legati da un comune destino, da costruire insieme se si vuole evitare la catastrofe per tutti”. Giovanni Paolo II, 1987

Aiutiamo persone in difficoltà a ritrovare la speranza nel futuro, a riprendere in mano la loro vita. In Italia e nel Sud del mondo.
Cosa c’è che non va in tutto ciò? 
Sono giorni che non riesco a togliermi dalla testa questa domanda. 
Perdona, per favore, il tono un po’ brusco. Può sembrare un po’ forte, me ne rendo conto.

Ma mi sembra che in questi giorni nel nostro Paese si sia creato un clima di ostilità che non riesco proprio a comprendere. Mi sembra che stiamo vivendo una situazione di tutti contro tutti, con un sentimento di timore reciproco e di diffidenza verso qualsiasi persona diversa da noi, verso qualsiasi idea che non sia la nostra.
E, sinceramente, tutto questo non mi fa stare sereno.

La citazione di Giovanni Paolo II sul destino comune di tutti gli uomini apriva l’editoriale di Franca Fugazza Caglio sul primo numero di Karibu del 2004, il nostro magazine.
Franca è venuta a mancare pochi giorni fa. Per me è stata una guida e un esempio di vita da imitare.

Oggi ho sentito il bisogno di scrivere queste parole pensando proprio a lei.

Come presidente di MLFM sento la responsabilità di onorare la sua eredità morale e di portare avanti i valori di umanità e accoglienza che hanno sempre ispirato la sua vita e l’azione della nostra ONG.

Nello stesso editoriale, riflettendo sul senso dell’impegno del Movimento in Africa, Franca scriveva: "C’è però un’altra domanda che interpella proprio noi del mondo occidentale, noi che amiamo la giustizia e che abbiamo compiuto spesso gesti di solidarietà. Possiamo permettere che situazioni tanto palesemente ingiuste passino sotto silenzio? Rispondiamo "no, non è accettabile". E lo dobbiamo gridare forte, cercando di coinvolgere nella condanna tutte le persone di buona volontà".

Il Movimento Lotta alla Fame nel Mondo è al servizio dei più poveri da più di 50 anni, insieme a tante persone di buona volontà.
Siamo accanto ai bambini che non hanno nemmeno il conforto di un pasto caldo al giorno; siamo accanto alle persone che non conoscono il sollievo di un bicchiere di acqua pulita; siamo accanto alle mamme che non hanno la sicurezza delle cure mediche essenziali per i loro bambini. Siamo accanto a queste persone nel sud del mondo, ma anche in Italia, a Lodi, nella nostra comunità colpita dalla crisi economica: collaboriamo con il Centro di Raccolta Solidale per il diritto al cibo per sostenere le famiglie che ne hanno bisogno, lavoriamo insieme a Caritas lodigiana con i bambini delle scuole di Lodi per trasmettere loro i nostri valori, accogliamo e diamo un primo piccolo sostegno ad alcune persone migranti che sono arrivate sul nostro territorio.

Siamo convinti che serva una soluzione nuova e condivisa a livello europeo al fenomeno migratorio. Una soluzione che vada oltre l’emergenza e che sia sostenibile socialmente ed economicamente.

Condanniamo chi lucra senza alcuno scrupolo sulla pelle di queste povere persone, sfruttando le crepe di un sistema di accoglienza basato sulla straordinarietà.

Ma siamo altrettanto convinti che in questo momento ci sia una priorità assoluta: ritornare a riconoscersi nell’altro e aiutare chi è rimasto indietro. Il nostro paese ha una storia di solidarietà, una tradizione di umanità e ha conosciuto una lunga stagione di emigrazione.

Oggi abbiamo il dovere morale di aprire la porta a chi è sulla soglia e chiede solo uno sguardo umano e accogliente.

Uno sguardo in cui, forse, possiamo riconoscere noi stessi.

Oggi abbiamo il dovere di RESTARE UMANI!

Sì, siamo una ONG. E sì, aiutiamo persone. In Italia e nel Sud del mondo.
Cosa c’è che non va in tutto ciò?

Antoni Colombi – Presidente MLFM